UN MARE DI MUSICA = UN MARE DI CULTURA
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Il primo aspetto è sicuramente quello
sociale, basti pensare che la vera anima della manifestazione
non sono i validi artisti professionisti né, tantomeno, gli
ospiti più blasonati, ma gli studenti e i loro familiari.
Osservare i giovanissimi studenti delle scuole medie e quelli
dell’Associazione Peter’s Day organizzare i loro palchi con un
continuo andirivieni per il trasporto degli strumenti musicali,
dopo aver, per giorni, preparato i brani musicali da eseguire
dal vivo e aver contribuito in prima persona alla
pubblicizzazione dell’evento con affissione di locandine e
volantinaggio in tutto il territorio regionale è sicuramente un
messaggio di alto valore sociale. Per gli adulti sapere che i
loro figli o nipoti, sempre così criticati per la loro indolenza
e mancanza di volontà ed entusiasmo, risultino una volta tanto
protagonisti e veri padroni di casa di una iniziativa culturale
è sicuramente una conquista unica. Possiamo anche aggiungere che
lo stesso staff è formato esclusivamente dai genitori degli
studenti che annualmente si mettono a disposizione per
organizzare tutti gli aspetti pratici: allestire strutture
sceniche e palchi, coordinare il ristoro degli artisti, tenere
sotto controllo l’ordine delle performances nei diversi palchi,
fino al compito più ingrato, quello cioè di smantellare tutte le
strutture sceniche A proposito di “culturale” è proprio questo
il secondo aspetto che caratterizza “Un mare di musica”.L’edizione
2004 della nostra rassegna era stata sottotitolata “Un mare di
musica senza frontiere” caratterizzata com’era da un’
immaginario …giro del mondo in 4 ore. In quell’occasione ci
potemmo prendere il lusso di “visitare” musicalmente decine di
nazioni: Cuba, Irlanda, Camerun, Iran, Messico, Scozia, ecc … e
conoscere le tradizioni delle diverse popolazioni mondiali si
sa, è vera cultura. L’edizione masese del 2007 ci ha permesso di
“sfogliare” un’immaginaria enciclopedia della storia della
musica che ci ha portati indietro di 30-40 anni. Le storiche
musiche che hanno reso immortali gli anni 60-70 con i Beatles, i
Led Zeppelin, i Doors, Battisti, ecc… Quest’anno i giovani e i meno giovani potranno “sfogliare” il volume enciclopedico dedicato al canto e, più che mai, si potranno conoscere le diverse sfaccettature offerte dal grande universo del canto umano. Basti pensare a quanti giovanissimi normalmente evitano di ascoltare, anche per un solo istante, generi come la lirica o il canto a tenore, e quanti adulti snobbano il rap. Ecco, “un mare di musica” ha un pregio forse unico: invitare tutti, per una sera, ad abbandonare i propri pregiudizi culturali e musicali tentando di “assaggiare” con molta spontaneità e naturalezza tutti i generi. In questo modo a fine serata il canto etnico, il canto jazz e la cultura in generale avranno un estimatore in più. Un’amministrazione comunale che investe
in questi termini,
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